Come si apparecchia la tavola: mise en place

mise en place galateo

Il galateo della tavola in pillole

Quanta importanza ha che una bella tavola sia anche una tavola rispettosa delle regole del galateo? Parto da una premessa, doverosa e sincera: in questo post posso scrivere poco di mio visto che non ho le competenze per dire la mia sul galateo a tavola.

Questo post invece vuole diventare un semplice vademecum, molto pratico e spicciolo, su come apparecchiare, seguendo le regole del galateo, una tavola pseudo formale.

Non so tu ma io, in alcune cene o pranzi, ho proprio voglia di ricreare una situazione pseudo formale, una tavola che sia bella come la ricorrenza che si festeggia e che metta nello stesso momento a proprio agio gli ospiti e che li faccia sentire importanti.

Per esempio una tavola imbandita in modo formale (o pseudo come la mia) sarebbe perfetta per il pranzo di Natale o un anniversario.

Foto: Mary Costa Photography

Visto che spesso, se devo apparecchiare in modo accurato, vado a spulciare tra i miei appunti, a conti fatti, questo post potrebbe essere maggiormente utile a me, per non ricorrere ad appunti vari ogni volta, che a te.

Ma arriviamo al dunque. Come si apparecchia una tavola rispettando il galateo ma senza apparecchiare come se foste invitati ad un pranzo a Windsor?

Foto: Casa de Perrin via Harper Baazar

Nel corso degli anni ho scritto un piccolo Bignami ( proprio uno di quei libricini in cui la Divina Commedia veniva riassunta in 30 pagine) per riassumere quelli che reputo aspetti imprescindibili per una mise en place a prova di galateo (spiccio).

Partiamo con la tovaglia. Pulita e stirata (purtroppo mi tocca sottolineare pure questa cosa), se la scegli di un tenue color pastello, verde, rosa, azzurrino o anche grigio molto chiaro diventa una perfetta tela per creare la tua tavola. Bianca invece una scelta perfetta, sempre e comunque.

Foto: Tovaglia Lino Lavato Zara Home

Posate tirate a lucido, un bel servizio di piatti (ottima scelta anche la tavola scomposta di Bitossi e FunkyTable Milano che trovo raffinatissima) e dei bicchieri eleganti nelle forme saranno i protagonisti di una apparecchiatura perfetta.

Sui bicchieri la teoria si divide tra chi dice che entrambi (io non ho mai apparecchiato con un numero superiore a due di bicchieri) debbano essere con lo stelo, chi invece acconsente anche al bicchiere di acqua basso ed il calice per il vino. Qui, visto che non ne so molto, lascio a te la scelta.

Il centrotavola: poche regole ma rigorose. Non troppo alto, non troppo profumato. Scelta felice le candele ma non scegliere quelle profumate per evitare che si crei un misto fritto di odori non piacevole e si distolga l’attenzione dagli odori (si spera golosi) del pasto.

Scelta scontata i fiori freschi, un grande classico, ma bellissime sono anche le composizioni total green, meno costose ma non per questo meno belle e raffinate.

Foto: Home&Home

Dove mettere cosa? Creando un rettangolo ideale di circa 60 cm mettere al centro il sottopiatto (se si vuole), il piatto piano e, anche in questo caso le versioni sono contrastanti, la ciotola per la minestra per alcuni e il piatto per l’antipasto per qualcun altro. Io confesso di usare spesso il piatto per gli antipasti.

A destra dei piatti andranno il coltello (con la lama rivolta verso l’interno) e a seguire il cucchiaio se sono previste portate che lo richiedono. In verticale, in direzione di coltello e cucchiaio vanno i bicchieri, quello dell’acqua oltre quello del vino rispetto alle posate e leggermente verso l’interno, in direzione dei piatti.

A sinistra del piatto andranno le forchette, una o diverse a tua scelta, il piattino del pane (comodo da usare, se devo essere sincera) ed il tovagliolo.

Il tovagliolo. Pare proprio che il 90% delle persone sbaglino a piazzare il tovagliolo sulla tavola. Una grande maestra del lifestyle e di galateo italiano, Elda Lanza, ha scritto un libro di galateo intitolandolo niente di meno “Il tovagliolo va a sinistra” e questo chiaramente viene letto come un segno di quanto spesso si caschi sul tovagliolo!

Piegalo semplicemente a rettangolo o a triangolo e posalo oltre le posate, sulla sinistra.

Foto: Casa de Perrin

Concludo questo post come una citazione, proprio del libro della Lanza, descrittiva della tavola odierna.

Pulita, ordinata, simmetrica. Quieta.
Pochi cibi, cucinati e scelti con cura. La padrona di casa, senza aiuti, seduta a tavola. La conversazione serena. Un centrotavola garbato che non si sovrapponga a tutto.
Una tavola e una cena che si facciano ricordare, soprattutto, “per come siamo stati bene insieme”.

Come non essere d’accordo? Nulla fa sentire meglio un amico o un familiare del modo in cui lo abbiamo accolto, dei sorrisi, dell’interesse e del tempo dedicatogli. La tavola ricopre un ruolo importante certo, ma la compagnia ed il calore, le risate ed il tempo trascorso insieme, saranno sempre importantissimi.

L’obiettivo d’altronde, di qualsiasi cena o pranzo, rimane appunto quello di stare bene insieme.

Spero che il post ti sia piaciuto!

Alla prossima,

Vittoria

Foto in evidenza: Casa de Perrin e Harper Baazar.

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4 comments

  1. Penso che oltre ad una tavola perfettamente curata si debba cercare di mettere a proprio agio gli invitati facendo loro capire che tutto è stato fatto con il cuore…e magari in questo modo passeranno sopra a qualche piccolo errore!
    Avere consigli ben strutturati però è sempre una cosa ottima.
    Buon Natale

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